Chi sono

Ciao, sono Silvia
Cortomaldestro nasce dall’incontro tra cucina e fotografia e dal desiderio di raccontare il cibo oltre la ricetta.
Mi interessa quello che accade intorno a un piatto: la luce, i gesti, i ricordi e l’atmosfera che lo accompagnano. È da qui che nasce il mio modo di fotografare e creare contenuti, cercando immagini capaci di far immaginare un profumo, un sapore, un momento vissuto.
Da Roma lavoro come food photographer, content creator food e recipe developer. Realizzo fotografie, video ricette e contenuti per brand food, aziende alimentari, agenzie e progetti editoriali, seguendo ogni lavoro dall’idea alla preparazione del set, dal food styling allo scatto e al video.
Cortomaldestro è anche il mio food blog: uno spazio personale in cui raccolgo ricette, stagioni, ricordi e sperimentazioni.
Il mio percorso
Ho studiato fotografia allo IED di Roma e food styling alla Dazzero Academy. Ho inoltre seguito la Masterclass in Professional Food Photography di Giunti e Treccani Academy, continuando a formarmi attraverso corsi, masterclass ed esperienza sul campo.
Negli anni ho collaborato con brand food, aziende alimentari, agenzie e realtà editoriali. Ogni progetto mi ha insegnato a trovare un equilibrio tra l’identità del cliente e il mio modo di raccontare il cibo, mantenendo naturalezza, atmosfera e attenzione ai dettagli.
Galleria
Ecco qui una selezione di foto food che ho scattato negli ultimi anni per ristoranti, food blogger, riviste enogastronomiche.










Da qui possiamo iniziare
Hai un prodotto, una ricetta o una storia da raccontare? Nella pagina “Collabora con me” trovi i servizi che realizzo e il mio modo di lavorare.
Cosa dicono del mio lavoro
“Ho avuto modo di lavorare con Silvia per le foto-ricette di un blog enogastronimico. Sono molto soddisfatta del suo lavoro. Soprattutto per la capacità di entrare in sintonia e allinearsi con i gusti e lo stile del cliente, per la cura del dettaglio, la disponibilità e la tempestività e nella realizzazione e consegna. La consiglio decisamente.”
— Francesca Supino